Sito del Cinecircolo "Amici della Pellicola" di Mariano Comense (Como)

Juno

Regia: Jason Reitman
Origine: USA
Anno: 2007
Interpreti:

Ellen Page (Juno McGuff)
Michael Cera (Paulie Bleeker)
Jennifer Garner (Vanessa Loring)
Jason Bateman (Mark Loring)
Olivia Thirlby (Leah)
J. K. Simmons (Mac McGuff)

Durata: 96'
 
     


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Soggetto:
La vita della sedicenne Juno MacGuff è sconvolta quando scopre di essere incinta del suo amico e compagno di scuola Paulie Bleeker. Tentata inizialmente di abortire, decide di donare il nascituro a Vanessa e Mark Loring, una giovane e ricca coppia che non può avere figli. La accompagnano durante i mesi di gravidanza il futuro padre Paulie e l'amica Leah; l'esperienza segnerà il cammino dei due ragazzi verso l'età adulta e nel frattempo farà emergere delle crepe nell'apparentemente idilliaco matrimonio di Vanessa e Mark. Una commedia irriverente ma sensibile sul "diventare grandi".

La critica:
"Il film non è un capolavoro ma possiede quel sapiente equilibrio tra briosità e problematicità che sono perfetti per conquistare il gusto della giuria, oltre ad un'invidiabile fluidità narrativa. Diretto da Jason Reitman (il figlio del regista di 'Ghostbusters', che aveva già dimostrato di saperci fare con 'Thank You for Smoking') e scritto da Diablo Cody, 'Juno' mescola la spregiudicatezza verbale dell'adolescente con una molto meno spregiudicata descrizione delle sue disavventure da futura mamma. Se è apprezzabile la leggerezza con cui la regia ci racconta i momenti cruciali di una ragazzina che non ne vuole sapere di diventare mamma, è decisamente semplicistico il modo in cui è descritto un mondo dove praticamente non esistono tensioni e ogni problema si può risolvere con una battuta o una gag. Forse troppo anche per quello spirito da 'Sundance Institute' che oggi va per la maggiore tra le nuove generazioni di cinefili e che qui domina incontrastato. Eppure è indubbio che il film di Reitman junior abbia incontestabili qualità, dalla capacità di scegliere volti simpaticamente appropriati all'intelligenza di chiudere il film con un compromesso accettabile tra mentalità conservatrice e spregiudicatezza giovanilista. In mezzo non mancano divertenti annotazioni sui gusti delle generazioni più giovani, disposte a rimettere in discussione l'ammirazione per Dario Argento quando viene loro mostrato un film del maestro dello slasher Herschell Gordon Lewis, ma irremovibili nel difendere Iggy Pop e il rock degli anni 70 di fronte al puro rumore che fanno i Sonic Youth."
Paolo Mereghetti, "Corriere della Sera'" 27 ottobre 2007

"Le due ragazze vengono dagli Usa e sono Diablo Cody e Ellen Page, rispettivamente sceneggiatrice e protagonista di 'Juno', il delizioso film di Jason Reitman. Giovanissima, ex-spogliarellista, titolare di un blog molto frequentato sul web (dove l'ha scoperta un produttore con le antenne lunghe), Diablo Cody meriterebbe un discorso a parte. Diciamo solo che ha fornito alla straordinaria Ellen Page un personaggio che non si dimentica: una 15enne piena di fantasia ma del tutto priva di inibizioni che in 90 minuti ci mostra come vivono, amano, pensano, parlano, dubitano, decidono le ragazze di oggi. Unendo il massimo del candore al colmo della spregiudicatezza con la faccia tosta della loro età."
Fabio Ferzetti, "Il Messaggero", 27 ottobre 2007

Vincitore della Festa di Roma, pluricandidato a Golden Globes e Oscar, dove l’esordiente Diablo Cody ha preso la statuetta per la sceneggiatura originale, Juno è l’opera seconda di Jason Reitman, figlio d’arte (Ivan, regista di Ghostbusters) e già acclamato per Thank You for Smoking. Costruito come le strisce dei fumetti intorno alla formazione della protagonista, ha negli strepitosi dialoghi dell’ex stripper Cody e nella freschezza recitativa della Page i punti di forza. Non si tratta di capolavoro, ma il suo acre umorismo, un’adolescenza raccontata senza filtri - il linguaggio spregiudicato, gli (im)prevedibili gusti musicali e cinematografici - e la regia fluida di Reitman ne fanno il campione dei teen-movie recentemente sorti nella "terra di nessuno" tra Sundance, MTV e indie. Non è poco.
Federico Pontiggia, "La rivista del cinematografo", Aprile 2008