Sito del Cinecircolo "Amici della Pellicola" di Mariano Comense (Como)

Onora il padre e la madre

Regia: Sidney Lumet
Origine: USA
Anno: 2008
Interpreti:

Philip Seymour Hoffman (Andy)
Ethan Hawke (Hank)
Albert Finney (Charles, il padre)
Marisa Tomei (Gina)
Aleksa Palladino (Chris)
Michael Shannon (Dex)
Amy Ryan (Martha)

Durata: 105'
 
     


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Soggetto:
I fratelli Andy ed Hank Hanson sono alla ricerca di un modo per ottenere soldi facili. Quando finalmente riescono ad organizzare un perfetto piano per arricchirsi, da portare a termine senza armi e senza spargimento di sangue, un complice disattento mette in serio pericolo la vita di tutti; anche il rapporto con il padre Charles ne resterà compromesso. Lumet utilizza la struttura del thriller per riflettere sulla violenza e sulla crisi della famiglia.

La critica:
"Di fronte all'ultimo film di Sidney Lumet, i generi tradizionali del cinema rivelano tutta la loro inadeguatezza catalogatoria. Non funziona 'giallo' anche se tutto parte da un furto e da un omicidio, non funziona 'noir' nonostante lo scontro di passioni e tormenti che agita l'animo dei protagonisti e 'dramma' è decisamente troppo generico. Solo una definizione sembra calzare al film, ed è tragedia. (...) Se 'Non è un paese per vecchi' dei fratelli Coen si limitava, in qualche modo a prendere atto dell'irruzione della violenza nella vita di tutti i giorni, il film di Lumet ci dice che quella violenza non viene dall'esterno, ma è la conseguenza inevitabile di un mondo dove il miraggio di pochi soldi ha cancellato ogni altra forma di valore. Lasciando campo libero solo all'odio e alla ferocia, come ci ricorda l'ultima indimenticabile, agghiacciante scena tra padre e figlio."
Paolo Mereghetti, "Corriere della Sera", 4 marzo 2008

"Tutto va in pezzi. Pezzi di un puzzle, questa è la chiave di Lumet. Il regista li monta ad incastro, come fossero unità drammatiche con il loro tempo e il loro spazio. La vicenda si svolge nell'arco di una settimana, ma Lumet ricostruisce il quadro prendendo pezzi avanti e indietro nel tempo. Man mano emerge il disegno angosciante di un dramma famigliare, un dramma in cui tutti sono peccatori e colpevoli. Fino a un finale raro ed agghiacciante. Seconda lezione: gli attori. Non basta una sceneggiatura perfetta, ci vuole un corpus d'attori in grado di definire per ogni 'pezzo' del quadro un umore, una situazione, un carattere, e un regista che li sappia dirigere al cuore del loro e del suo dramma. Philip Seymour Hoffman è il fratello maggiore, Ethan Hawke è il piccolo, Albert Finney è il padre. Riescono nello spazio di una battuta, con un tic della bocca, con lo sgranare delle pupille a condensare l'universo bollente del loro Io in crisi."
Dario Zonta, "L'Unità", 23 ottobre 2007

"Dopo mezzo secolo di carriera nel cinema, l’ottantaquattrenne Sidney Lumet ritrova buona parte della forma di un tempo. Il suo nuovo film evoca alla memoria 'Quel pomeriggio di un giorno da cani' (la rapina sgangherata, i personaggi antieroici con le loro ferite private...), ma senza la nota grottesca: somiglia in tutto e per tutto, invece, a una tragedia familiare. E' con i toni propri della tragedia che il destino incombe sui personaggi: un destino con la "d" minuscola, però, poiché non sono divinità malvage e imperscrutabili a condurli verso la rovina, bensì precise responsabilità individuali (con, forse, una eco di predestinazione calvinista). Il titolo originale, 'Before the Devil Knows You're Dead', si riferisce a un detto irlandese che suona: "Cerca di andare in paradiso mezz’ora prima che il diavolo sappia della tua morte": titolo "demoniaco", incombente e terribile, assai più efficace del pur accettabile 'Onora il padre e la madre'."
Federico Pontiggia, "La rivista del cinematografo", Marzo 2008